Durante l'ultima riunione dei familiari, un genitore ha detto «speriamo che queste feste finiscano presto » . Nel successivo scambio di opinioni è
emerso che, per molte famiglie confrontate con la malattia psichica, le feste natalizie sono faticose. In questo periodo si fanno più forti i ricordi
dei momenti difficili e la paura di un futuro incerto. In mezzo allo sfavillio di luci ci si sente ancora più tristi, più disgraziati. Il “dovere
apparire contenti” fa stare ancora più male. Durante le feste gli studi medici e i servizi lavorano a ritmo ridotto o sono chiusi, e così cresce
anche la preoccupazione che, in caso di problemi o crisi, si rimanga soli e, peggio ancora, si sia costretti a chiedere aiuto e rovinare la festa a qualcun
altro.
Il Natale è la festa del “nuovo inizio”. In senso cristiano è la venuta del “Salvatore” che da nuova vita. Prima dell'epoca cristiana si festeggiava il
sole che interrompeva il suo scomparire all'orizzonte, riprendeva a salire con i giorni che tornavano di nuovo ad allungarsi (21 dicembre solstizio
d'inverno). Oggi abbiamo quasi dimenticato che c'è un ciclo di stagioni e che in questo periodo la natura, e anche i nostri corpi, si preparano
all'inverno e al riposo. Le piante ritraggono la linfa, gli animali vanno in letargo e noi uomini, fatti di carne, ricerchiamo la pacatezza e il silenzio.
Questo è il periodo più consono per confrontarci con le gioie e i dolori vissuti nell'anno, per fare bilanci e per prepararci al nuovo inizio.
La frenesia delle feste scombina il ciclo naturale e fa perdere di vista cose preziose, come il silenzio, che in questa stagione siamo più pronti a
gustare. Quando i pasti sono finiti e tutti se ne sono andati o alle volte quando ancora tutti sono lì, a un certo punto percepiamo che è calato il
silenzio assoluto. Ciascuno si trova a godere la propria intimità, immersi nei ricordi di nostri parenti e amici, vicini e lontani, e di quelli che non
sono più sulla terra. Raimon Panikkar nel suo libro “La dimora della sapienza” mette in evidenza l'importanza del silenzio, spiega i diversi tipi
di silenzio e ci ricorda che il silenzio è all'origine della vita. Quel silenzio che sperimentiamo durante le feste è un silenzio molto prezioso, che si
forma quando non c'è nulla da dire, perché, finalmente, magari anche solo per un istante, si è in pace con se stessi e con gli altri. È Il silenzio della
natura che si riposa e si avvia fiduciosa verso un nuovo ciclo vitale. Le feste che si avvicinano sono da apprezzare anche perché sono un'occasione
per gustare appieno gli attimi di silenzio.
La frase del libro di Isaia, “Nel silenzio e nella speranza sarà la vostra forza” sembra perciò accostarsi bene ai sinceri auguri di Buone Feste e
di un Felice Anno Nuovo.
Vask Ticino
Associazione familiari e amici delle persone con disagio psichico
Presidente
Domenico Zucchetti
Dicembre 2008
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